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Problemi intestinali? Ecco cos´è e come funziona la dieta FODMAP

Problemi intestinali? Ecco cos´è e come funziona la dieta FODMAP

20 Settembre 2017

La dieta FODMAP è stata ideata per chi soffre di disturbi intestinali e consiste essenzialmente nell’eliminazione di tutti quegli alimenti che possono fermentare causando gonfiore, problemi digestivi, aria, senso di pesantezza, diarrea o costipazione.

Messa a punto da Peter Gibson e Susan Sheperd, della Monash University di Melbourne, è da alcuni anni oggetto di numerosi studi volti a verificarne l’efficacia. Ad oggi, sembra proprio che la dieta FODMAP riesca ad ottenere buoni risultati sia nei casi di Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), sia nei casi di Disordini funzionali gastrointestinali (FGID).

FODMAP è un acronimo che sta per: “Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”. In altre parole indica gli alimenti che contengono oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli.

Fra gli alimenti da evitare secondo il protocollo FODMAP vi sono: frumento e segale (pane, pasta, crackers, biscotti ecc.); legumi; latte, ricotta e formaggi molli; alcuni tipi di frutta come mele, pere, albicocche, pesche, angurie, fichi, mango e altri ancora; alcuni ortaggi e verdure come carciofi, asparagi, broccoli, cavoli, finocchi, aglio, cipolla e altro; miele e dolcificanti al fruttosio, sorbitolo, mannitolo e xilitolo.

Si tratta in ogni caso di una dieta difficile da seguire, che va concordata con un professionista serio che possa consigliare a seconda dei casi l’eliminazione parziale o totale di determinati alimenti nel regime alimentare facendo attenzione a non escludere importanti nutrienti senza una reale necessità.

Se seguendo il protocollo FODMAP si ottiene una riduzione dei disturbi intestinali, si potrà procedere al reinserimento graduale degli alimenti per identificare con esattezza quelli che sono la causa reale del disturbo.

Massima attenzione dopo l’infarto, per il 20% secondo attacco entro un anno

Massima attenzione dopo l’infarto, per il 20% secondo attacco entro un anno

19 Settembre 2017

Chi ha appena subito un infarto, dovrebbe modificare i comportamenti sbagliati che hanno causato l’attacco di cuore, assumere uno stile di vita più sano e seguire le terapie prescritte. Tutto ciò, purtroppo, non sempre si verifica: secondo i dati Euroaspire, raccolti per conto della Società Europea di Cardiologia, dopo un infarto, il 16% dei pazienti riprende a fumare, il 38% rientra nella fascia dell’obesità e il 60% non fa attività fisica.

C’è poi un dato particolarmente preoccupante che riguarda il rapporto fra pazienti e medicine: un post-infartuato su due non si cura, non segue cioè le terapie prescritte.

La Società Europea di Cardiologia ha stimato che in un caso su cinque un secondo infarto arriva entro un anno dal primo insulto cardiaco.

Dallo studio è emerso inoltre che circa il 50% degli eventi coronarici maggiori si verifica in pazienti dimessi con una diagnosi di cardiopatia ischemica.

La prevenzione secondaria si rivela quindi estremamente importante e dovrebbe aver luogo sin dal primo ricovero in ospedale: il paziente post-infartuato andrebbe correttamente informato sui rischi e indirizzato a un ambulatorio di riabilitazione cardiaca.

Le regole fondamentali per tenere sotto controllo i principali fattori di rischio sono: seguire una sana alimentazione, fare moderato esercizio fisico, non fumare e non esagerare con l’alcol, seguire le terapie assumendo i farmaci giusti secondo le modalità prescritte.

Influenza o raffreddore? Ecco come distinguerli

Influenza o raffreddore? Ecco come distinguerli

18 Settembre 2017

Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di aver scambiato l’influenza per un comune raffreddore. Distinguerli, però, non è impossibile.
Il raffreddore si presenta gradualmente, di solito con sintomi quali naso chiuso, starnuti, tosse secca, mal di gola e spossatezza. L’influenza, invece, è più improvvisa e comporta: brividi, febbre, naso che cola, mal di gola, tosse, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza e talvolta diarrea e vomito, soprattutto nei bambini. Inoltre l’influenza può evolvere in una serie di pesanti complicazioni quali bronchite, polmonite, infezioni dell’orecchio e sinusite o portare ad un peggioramento di preesistenti problemi di salute cronica come insufficienze cardiache o asma. Ne consegue che il rischio di complicazioni sia più alto per soggetti con malattie croniche, ma anche per anziani con più di 65 anni d’età, bambini e donne in gravidanza.
È possibile, fortunatamente, identificare subito i sintomi di questa malattia e consultare immediatamente un medico.
I bambini affetti da influenza si presentano solitamente irritabili, con respiro affannoso, febbre, colorito bluastro, eruzioni cutanee e poca voglia di bere e di interagire. I neonati, inoltre, sono disidratati, piangono senza lacrime, hanno pannolini meno umidi del solito e trovano anche difficoltà nel mangiare e nella respirazione.
Gli adulti presentano sintomi altalenanti come capogiri improvvisi, confusione, vomito, dolori all’addome o al petto e difficoltà respiratorie che apparentemente migliorano per poi peggiorare nuovamente con tosse e febbre in aggiunta.
È facile notare che alcuni sintomi dell’influenza siano invece insoliti nel raffreddore. È importante sapere, inoltre, che tutti i sintomi citati sono elencati e consultabili sul sito dei Centers for Disease Control and Prevention, solitamente noto con l’abbreviazione CDC.
Naturalmente noi ci auguriamo tutti che sia solo un semplice raffreddore. Se così non fosse, non disperate: talvolta l’influenza passa in pochi giorni e senza lasciare traccia!

La sensibilità al glutine: che cos´è?

La sensibilità al glutine: che cos´è?

17 Settembre 2017

La sensibilità al glutine (proteina) è un disturbo poco conosciuto, ma risulta essere molto frequente e diffuso. I sintomi sono molto simili a quelli della celiachia, ma sono assolutamente, due tipi di patologie diverse e ben distinte. Infatti, nelle persone che soffrono di celiachia, si attiva un tipo di meccanismo autoimmune, legato alla presenza del glutine. Invece, nelle persone che sono affette da sensibilità al glutine, la struttura delle barriere difensive intestinali, non subisce alcun danno, perché non viene colpita.

Nella maggior parte delle situazioni, chi è sensibile al glutine, generalmente può soffrire e accusare forti mal di testa, dolori muscolari, senso di nausea, intestino irritabile, gonfiore e pesantezza addominale e stanchezza fisica e mentale. Questo disturbo al glutine, può scomparire e risolversi da solo con il trascorrere del tempo e in alcuni casi può ripresentarsi, durante il percorso della vita, in particolari condizioni fisiche.

La sensibilità al glutine è considerata una "patologia" passeggera, che si può risolvere evitando l'alimentazione per un periodo di tempo di tutti quei cibi, che contengono, appunto il glutine.

Per un chiarimento maggiore o per domande e dubbi su questo argomento, il nostro personale farmaceutico è vostra completa disposizione.

Dolore muscolare: come farlo passare?

Dolore muscolare: come farlo passare?

16 Settembre 2017

Il dolore muscolare rappresenta un campanello d'allarme, che ci avvisa tramite uno specifico segnale, facendoci capire che in un determinato punto del nostro corpo, c'è qualcosa che non va. Per distinguere correttamente questo fastidio bisogna capire la sua natura e il perché della sua comparsa. Infatti, spesso il dolore muscolare può essere associato alla presenza di sintomi influenzali, allo svolgere un intenso allenamento fisico, oppure può essere provocato da un trauma, che coinvolge uno o più muscoli.

I dolori muscolari vengono anche riconosciuti con il termine mialgia e in questi casi, si consiglia l'applicazione di specifici trattamenti antidolorifici per alleviare il dolore. Queste preparazioni si trovano in gel e creme e sono dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come il ketoprofene.

Il dolore non è uguali per tutti e quando, il malessere si distribuisce in modo generico interessando più parti del corpo, la prima cosa da fare è concedersi un pò di riposo. In alternativa, si può decidere di assumere un farmaco per via orale sempre a base di antinfiammatori non steroidei, che agisce medicando il problema.

Se il dolore dovesse peggiorare e non risolversi, il consiglio è quello di parlarne con il vostro medico. Per approfondimenti sui prodotti specifici per attenuare il dolore muscolare, non esitate a chiedere al nostro personale farmaceutico, maggiori informazioni a riguardo.

Paure strane, dieci incontrollabili fobie  che non tutti conoscono

Paure strane, dieci incontrollabili fobie che non tutti conoscono

15 Settembre 2017

La fobia è una paura angosciosa e irrazionale per qualcosa che non rappresenta un reale pericolo e che agli occhi degli altri appare incomprensibile.

Esistono diversi tipi di fobie: alcune sono generalizzate, come l’agorafobia, che consiste nella paura delle piazze o dei luoghi aperti; altre sono situazionali, come la paura di volare, l’aviofobia; altre ancora sono più specifiche e riguardano oggetti, persone o animali, come la notissima aracnofobia, la paura dei ragni. Infine, vi sono delle fobie che non rientrano fra queste tipologie, e sono talmente particolari da sembrare incredibili.

Eccone dieci fra le più bizzarre:

  1. NOMOFOBIA, è il terrore che scaturisce dalla sensazione di perdersi qualcosa di importante se non si è costantemente connessi con il proprio telefono cellulare.
  2. TAFOFOBIA, è la paura incontrollata di essere sepolti vivi.
  3. TUROPHOBIA, consiste in un’irrazionale paura per il formaggio!
  4. XANTHOPHOBIA, una forte avversione per il colore giallo.
  5. URANOFOBIA, la paura nientemeno che del cielo!
  6. CENOSILLICAFOBIA, è la paura del bicchiere vuoto.
  7. ERGOFOBIA O ERGASIOFOBIA, consiste in una spropositata ansietà nei confronti del lavoro, che potrebbe essere causata da altre paure, come il timore di fallire nei compiti assegnati o di rapportarsi con i colleghi.
  8. AFEFOBIA O APTOFOBIA, è la paura immotivata di essere toccati: il contatto fisico provoca un forte disagio o addirittura repulsione.
  9. ABLUTOPHOBIA, è il terrore di farsi il bagno o lavarsi con qualsiasi liquido per l’igiene.
  10. KOUMPOUNOPHOBIA, consiste nel forte disagio di fronte a bottoni di ogni genere.

4 consigli per avere la pelle del viso sana e luminosa

4 consigli per avere la pelle del viso sana e luminosa

14 Settembre 2017

La pelle del viso, per mantenersi bella, sana e tonica nel tempo ha bisogno di particolari cure e piccole attenzioni quotidianamente, gesti semplici, ma molto importanti. Esistono molti prodotti in commercio e rimedi naturali, per soddisfare questo bisogno, la maggior parte di loro sono validi ed efficaci e il loro utilizzo è fondamentale, perché migliorano e risolvono le tante problematiche relative alla pelle. Ma attenzione, perché ci sono 4 preziosi accorgimenti, che se imparate a seguirli, associandoli ai vostri trattamenti, abituali il risultato sarà una pelle del viso "senza difetti".

Vediamo, più da vicino i 4 consigli per prendersi cura della pelle del viso

Bere, almeno 2 litri di acqua al giorno lontano dai pasti principali, non fa solo bene al nostro organismo, perché la corretta idratazione mantiene la pelle tonica ed elastica e in più, previene la formazione delle rughe.

L'alimentazione, è indispensabile che sia sana e corretta. Consumate regolarmente alimenti come la frutta e la verdura, perché sono ricchi di proprietà antiossidanti e aiutano a mantenere la pelle giovane, sana e luminosa. I più consigliati sono le mele, gli agrumi, i mirtilli, la frutta secca, il salmone, il cioccolato extra fondente, il tè, i cavoletti di bruxelles e i broccoli.

Esfoliare la pelle, con i trattamenti scrub è un gesto semplice, che rimuove gli accumuli di tutte quelle minuscole cellule morte, che si depositano sulla pelle, rendendola spenta e grigia. Utilizzate questo tipo di trattamento una volta a settimana, preferendo prodotti non aggressivi e di qualità, oppure potete realizzarli in casa con ingredienti naturali.

Dormire, la qualità del sonno, influisce sulla pelle, quindi cercate di riposare correttamente almeno 7 o 8 ore a notte. In questo modo, l'organismo recupererà le forze e l'epidermide sarà sana e luminosa.

A questo punto, non vi resta, che provare a seguirli.

Cosa fare in caso di nausea?

Cosa fare in caso di nausea?

13 Settembre 2017

La nausea è un malessere, molto frequente e la sua origine, il più delle volte può essere determinata da cause diverse. E' un disturbo, che generalmente compare dopo grandi abbuffate alimentari, dopo il consumo eccessivo di bevande alcoliche e dopo lunghi o brevi viaggi in macchina, in treno, in aereo o in nave. La sua comparsa è giustificata, nelle donne nei primi tre mesi di gravidanza e può presentarsi, in modo spontaneo anche dopo un'influenza o dopo e durante un forte e intenso mal i testa.

Quando il il senso di malessere è lieve, sulla nausea si può intervenire utilizzando farmaci antiacidi, che aiutano a contrastare l'acidità gastrica e agiscono attenuando il fastidio, oppure si possono assumere i procinetici, che sono farmaci che migliorano la funzione digestiva. In alternativa, se la nausea è provocata dai viaggi, è indicato assumere farmaci anti-cinetosi o antistamici, che permettono di calmare il problema notevolmente.

Il nostro consiglio rimane sempre lo stesso, per un supporto maggiore e migliore, ma soprattutto mirato a risolvere il problema, non dovete assolutamente esitare a chiederci un parere e un consiglio, perché sicuramente vi garantiremo una soluzione adeguata ed efficace.

Vampate in menopausa: consigli e rimedi

Vampate in menopausa: consigli e rimedi

12 Settembre 2017

La menopausa è il termine, che in ogni donna indica la fine delle mestruazioni. Per essere più precisi, la definizione corretta fa capitare la menopausa con l'ultima mestruazione. Questo fenomeno è del tutto normale e per ogni donna e purtroppo, provoca un disagio che prende il nome di vampate.

Le vampate di calore sono il classico malessere della menopausa e per tenerle sotto controllo, bisogna prima di tutto seguire un'alimentazione equilibrata, leggera e sana. Uno dei tanti consigli validi, per attenuare il problema è quello di consumare una buona quantità di soia, perché contengono un'elevata percentuale di isoflavoni, che sono molto simili agli ormoni femminili. Inoltre è bene consumare alimenti ricchi di antiossidanti, perché attenuano le fastidiose vampate. Per migliora l'assorbimento da parte dell'organismo degli antiossidanti e degli isoflavoni, che si trovano negli alimenti, si possono assumere i proibioti, come l'inulina, che migliorano la microflora dell'intestino. Nelle donne in menopausa, per calmare le "fiammate di calore" è consigliabile praticare un pò di attività fisica.

Per contrastare il disturbo è meglio ridurre il consumo di alcune bevande come il caffè e l'alcol e limitare il pepe e il peperoncino. Nel caso in cui, la menopausa, influisca negativamente sulla normale vita di tutti i giorni è opportuno, valutare di utilizzare una terapia ormonale, rivolgendosi al proprio medico di fiducia.

La nostra farmacia rimane a vostra completa disposizione, per ogni domanda o consiglio inerente alla menopausa.

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