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La pianta che può contrastare l’AIDS arriva dalla Sardegna

La pianta che può contrastare l’AIDS arriva dalla Sardegna

19 Aprile 2018

Si chiama Hypericum scruglii, meglio conosciuta come Iperico di Scrugli: la pianta erbacea perenne che caratterizza gran parte della vegetazione sarda, potrebbe rappresentare la nuova frontiera per la lotta all’AIDS, una delle malattie più diffuse al mondo. A dirlo è lo studio condotto da alcuni ricercatori all’Università di Cagliari, pubblicato sulla nota rivista scientifica PlosOne.

Gli esperti hanno scoperto che l’Iperico di Scrugli, già ampiamente utilizzato nella medicina tradizionale, sarebbe in grado di bloccare gli enzimi che consentono al virus HIV-1 di replicarsi. Per questa ragione, la pianta sarda potrebbe essere utilizzata per fermare l’avanzare delle cellule infette nel corpo, affiancandosi alle attuali cure farmacologiche per i pazienti sieropositivi.

I risultati della ricerca fanno ben sperare: gli scienziati, infatti, hanno verificato che l’Hypericum scruglii riuscirebbe a ridurre sensibilmente la concentrazione degli enzimi chiave dell’HIV-1.

Le evidenze raccolte in laboratorio aprono grandi prospettive per i 35 milioni di persone nel mondo che, stando ai dati dell’OMS, sono colpite da questa malattia. Speranze fortunatamente non isolate: non è la prima volta che una ricerca di estrazione naturale dimostra le potenzialità di inibizione della replicazione degli enzimi alla base del virus.

Nel 2014, ad esempio, i ricercatori tedeschi dell’Helmholtz Zentrum München avevano verificato le capacità del geranio di bloccare la proliferazione dell’HIV nelle cellule del sangue e del sistema immunitario.

Un’ulteriore dimostrazione che conferma come gli estratti naturali applicati alla medicina possono rappresentare la vera svolta per la scoperta di nuove soluzioni, meno invasive e pesanti per il corpo, per tutti i pazienti che convivono quotidianamente con il virus dell’HIV.
Vai a letto tardi? Attento alla salute

Vai a letto tardi? Attento alla salute

17 Aprile 2018

Se la sera non riuscite proprio a prendere sonno e solo a tarda notte vi convincete ad andare a dormire, la vostra salute potrebbe risentirne.

Lo dice una recente ricerca condotta dall’Università del Surrey insieme alla Northwestern Medicine che hanno osservato per sei, lunghi, anni il comportamento di pazienti compresi tra i 38 ed i 73 anni.

Atteggiamenti sotto la lente d’ingrandimento, chiaramente, le abitudini del sonno: l’orario scelto per andare a dormire, lo stile del riposo, l’orario di sveglia.

La ricerca ha confermato quello che già si sapeva – andare a letto tardi può provocare disfunzioni metaboliche e malattie cardiovascolari – aggiungendo un nuovo, preoccupante, dettaglio: chi va a dormire a tarda notte aumenta del 10% il rischio di morte prematura.

La causa? Un orologio biologico mai sincronizzato con il mondo esterno, un conseguente stress psicofisico e un maggiore sforzo per stare al passo con l’energia di chi, invece, ha riposato.

Dormire bene si può: ecco i rimedi in farmacia

Regolare il ciclo di sonno e veglia è fondamentale per equilibrare l’organismo e affrontare la giornata con la giusta lucidità.

Se faticate a prendere sonno e, quindi, tendete a posticipare l’orario del riposo, provate alcuni semplici rimedi: prima di andare a letto areate la stanza, facendo entrare aria fresca e pulita, un’ora prima del sonno evitate schermi e device hi-tech e non esponetevi a fonti di luce artificiale.

Per favorire il giusto bioritmo, poi, chiedete consiglio al vostro farmacista: sono numerosissimi i prodotti completamente naturali che possono aiutarvi concretamente a prendere sonno al giusto orario. Come la melatonina o le formulazioni rilassante composte da piante officinali come valeriana, melissa e passiflora.

Vitamina B3: l’arma vincente contro l’invecchiamento

Vitamina B3: l’arma vincente contro l’invecchiamento

14 Aprile 2018

Diciamoci la verità: siamo tutti alle prese con una costante lotta contro il tempo.

Cerchiamo di rallentare l’invecchiamento, di contrastare la formazione di radicali liberi, di rimanere giovani e sani il più a lungo possibile.

Per riuscirci, ogni giorno mettiamo in campo diverse strategie: una dieta equilibrata e povera di grassi saturi, un po’ di movimento sotto controllo medico, un supporto specifico dalle vitamine.

Tra queste, preparatevi ad una novità: una ricerca condotta dall’Università del Colorado ha dimostrato che la vitamina B3 – nicotinamide riboside – è uno degli ingredienti naturali più potenti per frenare il processo di degenerazione cellulare e per vivere più a lungo.

Quali sono i benefici di un’assunzione costante di vitamina B3?

Eccone alcuni:

  • La vitamina B3 garantisce una migliore pressione sanguigna, preziosa per tutti e in particolare per i pazienti che soffrono naturalmente di ipertensione;
  • Grazie alla vitamina B3 l’efficacia dell’attività fisica è potenziata e i risultati si mantengono più a lungo;
  • Gli studi dimostrano che la vitamina B3 è una potente alleata del benessere del nostro cervello;
  • Assumere nicotinamide riboside aiuta a ridurre concretamente il colesterolo e a contenere i trigliceridi alti, contrastando i rischi legati ad un’alimentazione ricca di grassi.

Dove si può trovare la vitamina B3?

Per fare il pieno di nicotinamide riboside portate in tavola salmone, tonno, acciughe, legumi e tanta verdura a foglia verde.

Tuttavia, per essere sicuri di assumerne ogni giorno una quantità rilevante, utile per contrastare efficacemente l’invecchiamento, è consigliabile prendere integratori specifici ricchi di questo ingrediente.

Chiedete consiglio al farmacista di fiducia: saprà indicarvi il prodotto giusto per le vostre esigenze.

Contraccettivo naturale: dalla Svezia in arrivo una grande novità

Contraccettivo naturale: dalla Svezia in arrivo una grande novità

12 Aprile 2018

Qualche settimana fa sull’autorevole rivista scientifica Biomacromolecules dell'American Chemical Society è apparso uno studio che potrebbe rivoluzionare l’intero sistema contraccettivo del futuro.

Alcuni studiosi svedesi, infatti, sembrerebbero aver dato vita ad un innovativo contraccettivo femminile senza ormoni, totalmente naturale ed ultra efficace.

Si tratterebbe di una piccola pillola vaginale da inserire nella cervice prima del rapporto: la sua struttura è in grado di dissolversi in pochi minuti, creando una barriera naturale all’avanzare degli spermatozoi.

Il segreto di questo prodotto? La struttura della capsula: il materiale con cui è creata, il chitosano, è un polisaccaride capace di impedire al liquido seminale di raggiungere gli ovuli.

Un’incredibile scoperta quella dell’utilizzo del chitosano come metodo anticoncezionale, come confermato dal ricercatore svedese del Kungliga Tekniska Högskolan di Stoccolma, Thomas Crouzier: è stato verificato come il chitosano sia in grado di contrastare l’ammorbidimento naturale della barriera mucosa che durante l'ovulazione permette allo sperma di avanzare.

In che modo? Agendo direttamente sullo strato di muco superficiale e non sugli ormoni. In questo modo il contraccettivo naturale non provocherà effetti collaterali, grazie al materiale 100% biologico.

Ancora non ci sono indiscrezioni sui tempi di lancio di questo contraccettivo sul mercato, ma la scoperta scientifica svedese rappresenta sicuramente un'alternativa concreta agli attuali sistemi anticoncezionali a base di ormoni.

E non è tutto: le potenzialità del chitosano sulle membrane mucose del corpo sono già state ampiamente sperimentate. Non a caso il materiale polimerico è già utilizzato in altre terapie, come ad esempio nel trattamento delle ulcere nelle mucose e nelle malattie infiammatorie dell'intestino.
Addio imbarazzo: arriva lo spray che allunga l’amore

Addio imbarazzo: arriva lo spray che allunga l’amore

10 Aprile 2018

Ne soffrono oltre 4 milioni di italiani: l’eiaculazione precoce è un disturbo diffuso e invalidante, fisicamente e psicologicamente.

Un freno anche per la salute e la solidità della coppia: secondo una recente ricerca, infatti, una relazione su 3 trova nell’eiaculazione precoce un grave motivo di insoddisfazione, mettendo a rischio passione e intimità.

Quando un’eiaculazione si definisce precoce? Se un rapporto sessuale di media durata si attesta intorno ai 6 minuti, una prestazione precoce è quella che, dalla penetrazione all’eiaculazione, non fa trascorrere nemmeno 2 minuti.

Contro l’eiaculazione precoce uno spray ritardante

Gli esperti in medicina e sessuologia hanno finalmente trovato un rimedio a questa fastidiosa patologia: si tratta di uno spray dalla formulazione specifica a base di lidocaina e prilocaina, due anestetici locali che in pochi minuti bloccano gli impulsi nervosi che giungono all’organo sessuale maschile.

Grazie alla formula unica, questo spray agisce in maniera molto mirata ed efficace, penetrando a fondo nei tessuti, fino a raggiungere in 5 minuti gli strati mucosi del glande.

Veloce e semplice da utilizzare. Con soli 3 spruzzi di prodotto, infatti, il piacere sessuale maschile viene “messo in pausa” e il rapporto intimo può continuare, per l’appagamento della partner e della coppia.

Questo spray, commercializzato sul mercato europeo da un’importante azienda farmaceutica italiana, è già disponibile all’acquisto.

Se soffri di eiaculazione precoce e vuoi dire addio a questa fastidiosa patologia, chiedi consiglio al tuo medico e lasciati consigliare: la felicità in camera da letto potrebbe essere vicina.

Celiachia: i 3 sintomi da non sottovalutare

Celiachia: i 3 sintomi da non sottovalutare

03 Aprile 2018

Secondo il Ministero della Salute la celiachia è in aumento: si parla di oltre 15 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno, per un totale di quasi 200.000 italiani affetti da questa patologia.

E tanto altro, sempre secondo le indagini ministeriali, è ancora sommerso: sarebbero quasi mezzo milione, infatti, i connazionali che, inconsapevolmente, sono intolleranti al glutine e non lo sanno.

Ma quali sono i campanelli d’allarme che possono farci sospettare la presenza di celiachia?

Eccone 3 da non sottovalutare.

  1. Attenzione al gonfiore addominale

Il primo sintomo di questa patologia è proprio il ventre gonfio e dolorante: il glutine introdotto all’interno dell’organismo di un celiaco è tossico e danneggia i rivestimenti dell’intestino. Se compaiono sempre più frequenti anche i casi di diarrea, poi, il rischio di celiachia potrebbe essere concreto.

  1. Siete dimagriti?

Il calo di peso potrebbe essere un segnale di celiachia: la reazione avversa dell’organismo al glutine, infatti, impedisce al corpo di assorbire molti dei principali nutrienti provenienti dal cibo, causando dimagrimento e iponutrizione.

  1. Sempre stanchi?

Se vi sentite spesso spossati e senza energia, potrebbe trattarsi di intolleranza al glutine: la debolezza costante, infatti, è un sintomo da non sottovalutare. Colpa dell’infiammazione continua, dello scarso nutrimento e della fatica dell’intero organismo, provato dallo stress psicofisico della condizione allergica permanente.

Se hai dubbi o vuoi saperne di più, parlane con il tuo medico e monitora attivamente il tuo stato di salute: in farmacia trovi dei comodi test di autodiagnosi per verificare, in modo semplice e veloce, se sei intollerante al glutine.

Acqua alcalina: perché fa bene alla salute

Acqua alcalina: perché fa bene alla salute

27 Marzo 2018

Vi sognereste mai di lavare qualsiasi oggetto o indumento con un liquido che non sia l’acqua?

Probabilmente no: l’acqua, infatti, è il solvente universale più potente e trasversale che c’è, ideale per purificare ed eliminare scorie e “sporco” da ogni superficie o materiale.

Una funzione che coinvolge anche il corpo: l’acqua che beviamo, infatti, oltre a produrre energia idroelettrica, favorisce l’eliminazione dei rifiuti e delle tossine accumulate dall’organismo.

Per questo è fondamentale che l’acqua sia quanto più pura e dinamica possibile.

La migliore? Quella alcalina, ovvero con un pH piuttosto elevato.

Un’acqua che consente anche di combattere i radicali liberi e di rallentare il naturale processo d’invecchiamento: un processo che inizia quando i bicarbonati nel sangue iniziano a calare ed il corpo, di conseguenza, fatica a neutralizzare gli acidi che rischiano di accumularsi come colesterolo, grasso o calcoli renali.

Dove trovare acqua potabile alcalina?

L’acqua potabile alcalina esiste in natura: la si trova direttamente alle sorgenti di montagna, dove sgorga libera e purissima.

Ma si può anche ricreare “artificialmente” in modo semplice ed economico.

Come?

Con un concentrato alcalinizzante, acquistabile in farmacia, che consente di elevare il pH dell’acqua potabile, portandolo al livello desiderato. Bastano poche gocce (solitamente 3 gocce per bicchiere d’acqua, ma questa dose può variare da prodotto a prodotto) per generare acqua alcalina con zinco e aiutare il corpo ad assimilare meglio i bicarbonati.

L’acqua alcalina, quindi, supporta il ringiovanimento cellulare, favorisce l’idratazione e aiuta l’eliminazione delle scorie.

Per saperne di più chiedi al tuo medico o al tuo farmacista: sapranno spiegarti nel dettaglio le regole alla base di questo fenomeno e consigliarti la migliore strada per il benessere.

L’herpes t’imbarazza? Ecco come coprirlo!

L’herpes t’imbarazza? Ecco come coprirlo!

20 Marzo 2018

È un periodo di forte stress in ufficio e, come di consueto, sulle labbra è spuntato l’herpes?

Per non sentirsi esteticamente a disagio ed aggiungere dell’imbarazzo al fastidio fisico, perché non camuffarlo?

Coprire un herpes si può: basta farlo con i prodotti giusti, sicuri ed altamente tollerabili.

Ecco come camuffare un herpes e ritrovare il sorriso!

Coprire un herpes con i prodotti giusti

Diciamoci la verità: un herpes sulle labbra non è bello da vedere.

Le bollicine e le lesioni che incorniciano il sorriso, possono mettere a dura prova l’autostima personale.

Per mitigare l’imbarazzo ed essere sempre impeccabili, ecco qualche consiglio:

  • Utilizzate prodotti lenitivi e naturalmente antinfiammatori, come il burro di karité o una crema contenente olio essenziali di camomilla. Applicando queste lozioni sull’herpes, sempre in piccole quantità, sentirete la pelle subito più morbida e meno secca.
  • Tamponate, poi, la zona colpita dall’herpes con un batuffolo di cotone per rimuovere l’eccesso di prodotto e utilizzate un correttore in crema: preferite una texture fluida e dalla formulazione completamente anallergica e ad alta tollerabilità. Picchiettando con le dita riuscirete a coprire perfettamente le lesioni. Importantissimo: ricordate di lavare bene le mani, per evitare di trascinare il virus a contatto con altre parti del corpo.
  • Stendete un lucidalabbra color nudo, per levigare le labbra senza metterle troppo in risalto. In caso di herpes niente rossetti accesi: potreste attirare ancora di più l’attenzione su una zona che, invece, per il momento è da nascondere.

Quali prodotti scegliere? Rivolgetevi al farmacista di fiducia che saprà indicarvi i migliori alleati per un make up efficace, ma dalla formulazione delicata e sicura, per non rischiare di peggiorare la situazione.

Catarro: perché cambia colore?

Catarro: perché cambia colore?

13 Marzo 2018

Le scorse settimane ci hanno regalato un freddo record e, in attesa della primavera, si sono impennate le patologie a carico del sistema respiratorio.

Tosse, raffreddore e mal di gola sono i malanni di stagione che, purtroppo, vanno ancora per la maggiore.

Nei casi più acuti, è possibile osservare del muco: una secrezione solitamente originata dal corpo in risposta ad un’infiammazione, se è liquida, o ad un’infezione delle vie respiratorie, se è vischiosa.

Il catarro, molto diffuso unitamente a mal di gola e raffreddore, può avere colori e consistenze diverse.

Conoscete le differenze?

Ecco una veloce guida per identificare il catarro e risalire alle cause.

I colori del catarro cosa significano?

Non tutte le secrezioni sono uguali né hanno la stessa origine. Scopriamo insieme perché il catarro ha diverse colorazioni e consistenze.

  • Il catarro bianco: indica una normale secrezione, spesso innocua, e piuttosto semplice da espellere.
  • Il catarro giallo: è spesso più denso di quello chiaro e riflette la presenza di un’infezione batterica. Il motivo del suo colore? La presenza di enzimi ferrosi contenuti dai globuli bianchi che combattono i batteri. La risposta del sistema immunitario, quindi, cambia la tonalità delle secrezioni.
  • Il catarro verde: di frequente ha anche un odore sgradevole e può rivelare un’infezione cronica.
  • Il catarro marrone: potrebbe indicare che all’interno delle secrezioni ci sono cellule di sangue. Spesso si tratta della rottura di vasi sanguigni, magari durante lo sforzo della tosse o degli starnuti, ma è sempre meglio non trascurare questo segnale e rivolgersi subito ad uno specialista.

In tutti i casi, non cadete nell’errore dell’autodiagnosi e consultate subito il medico: con il suo aiuto potrete risolvere in modo più sicuro, efficace e veloce l’accumulo di catarro.

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