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Ricetta elettronica: in Lombardia parte la sperimentazione

Ricetta elettronica: in Lombardia parte la sperimentazione

03 Luglio 2018

Avete presente le ore spese nell'ambulatorio del vostro medico curante anche solo per il ritiro di una ricetta? Buone notizie! Tra poco potreste dire addio alle code!

Ebbene si! A partire dal primo luglio, in Lombardia, partirà un progetto in via sperimentale, che consentirà di ritirare la propria ricetta medica direttamente in farmacia, attraverso l'utilizzo di un'app.

Il servizio, grazie a un contratto di collaborazione siglato tra Federfarma Lombardia, Assofarm Confservizi Lombardia e l'Asst per la licenza dell'app 'Salutile Ricette', verrà testato nell'Azienda socio sanitaria territoriale Rhodense di Garbagnate Milanese, in provincia di Milano e, se avrà riscontro positivo, verrà esteso in altre zone della regione.

Ma come funziona?

Se pensate sia complicato vi sbagliate. Il paziente riceverà la ricetta dotata di codice a barre direttamente sul proprio smartphone o tablet. Il vostro compito, quindi, è quello di ricordarvi di avere il telefono sempre a portata di mano!

A questo punto il farmacista, tramite una penna ottica, leggerà la ricetta dal display del dispositivo. Il gestionale dell'esercizio, poi, la recupererà dal sistema informativo della Regione, in modo da consentire al personale della farmacia l'applicazione delle fustelle al documento cartaceo. E il medico? Suo onere è quello di registrare tutte le prescrizioni de-materializzate per i farmaci previsti dal Piano assistenziale individuale (Pai).

Quello che si vuole raggiungere è garantire maggior indipendenza ai pazienti cronici che, con la tessera sanitaria, potranno ritirare i loro farmaci, sfruttando il fascicolo sanitario elettronico.

Il beneficio? Se avrà successo questo progetto garantirà un bel risparmio di tempo, sia ai pazienti che al farmacista di fiducia!

Ferro, un ottimo alleato nella stagione estiva

Ferro, un ottimo alleato nella stagione estiva

30 Giugno 2018

Sole, caldo, bella stagione e… fatica fisica! Spesso, anche se in vacanza o a riposo, ci sentiamo stanchi e deboli. Generalmente viene data la colpa al caldo o all'afa, ma, in realtà, una delle cause che determinano il senso di debolezza e astenia è la carenza di un minerale molto importante per il nostro organismo, il ferro.

L'importanza del ferro

Le funzioni di questo elemento sono molteplici e vanno dal trasporto di ossigeno ai tessuti, al trasferimento di elettroni nella catena respiratoria, fino all’attività dei sistemi enzimatici.

I livelli di assunzione raccomandati sono di circa 12 mg/die per gli uomini e 18 mg/die per le donne che, per via del ciclo mestruale, hanno bisogno di un apporto maggiore rispetto a quello maschile.

In estate, poi, con l'aumento delle temperature e della sudorazione, disperdiamo molte delle sostanze necessarie al buon funzionamento del nostro corpo che, quindi, devono essere reintegrate.

L'alimentazione: sempre al primo posto

Il ferro si trova in molti alimenti. Quello presente nelle proteine animali, per esempio, si assorbe più facilmente di quello dei vegetali che, invece, deve essere trasformato.

Per un apporto corretto di questo minerale si dovrebbe:

  • mangiare una volta al giorno una porzione di carne o pesce;
  • consumare due porzioni di verdura al giorno, l'ideale sono quelle a foglia verde, da condire con limone o agrumi per favorirne l'assorbimento;
  • mangiare una porzione di legumi almeno tre volte la settimana;
  • optare per pasta e pane integrali;
  • fare colazione con una porzione di cereali.

Buone notizie! Anche il cioccolato fondente contiene ferro e in più svolge un’azione positiva sull’umore.

Se l'alimentazione non basta, rivolgetevi al vostro farmacista di fiducia, che saprà consigliarvi degli integratori specifici e una dieta più equilibrata.

Dispositivi medici: ecco quali detrarre dal 730

Dispositivi medici: ecco quali detrarre dal 730

28 Giugno 2018

Tempo di dichiarazione dei redditi, di tasse e di dubbi su quali farmaci o prestazioni sono detraibili dal 730 e quali no.

I prodotti farmaceutici che possono essere detratti sono molti. Non parliamo solo di medicinali, ma anche di alcuni dispositivi per la cura e l'autodiagnosi. La cosa fondamentale, come per ogni farmaco o servizio, è che ci sia uno scontrino o una fattura a riprova dell'acquisto fatto.

Di quali prodotti si parla?

I dispositivi medici, sono apparecchiature e strumentazioni dichiarati conformi e contrassegnati con la marcatura CE, apposta dal fabbricante sulla base delle direttive europee di settore. Per poter essere detratti è necessario che il marchio sia indicato sullo scontrino parlante e, se cosi non fosse, è fondamentale conservare la scatola del dispositivo a comprova della conformità del prodotto.

Quali sono i dispositivi detraibili?

Vista la grande varietà di tipologie, non esiste un elenco completo ed esaustivo di tutti i dispositivi soggetti a detrazione. Ecco i più comuni:

  • cerotti, garze, bende e medicazioni avanzate;
  • siringhe;
  • termometri;
  • test di gravidanza, ovulazione e menopausa;
  • prodotti per dentiere;
  • lenti correttive della vista, lenti a contatto e montature;
  • occhiali per presbiopia;
  • apparecchi acustici;
  • apparecchio per aerosol;
  • dispositivi per misurare la pressione arteriosa;
  • pannoloni per incontinenti;
  • prodotti ortopedici;
  • ausili per i disabili;
  • materassi ortopedici e antidecubito;
  • contenitori per campioni;
  • strisce per misurare glucosio, colesterolo e trigliceridi nel sangue;
  • test per intolleranze alimentari e celiachia;
  • strumenti per misurare la glicemia;
  • test di autodiagnosi per la prostata (Psa) e il tempo di protrombina (Inr);
  • test per la rilevazione del sangue occulto nelle feci.
Tutti questi dispositivi sono reperibili in farmacia dove, il personale specializzato, saprà consigliarvi nell'acquisto e indicarvi se si tratta di prodotti detraibili in fase di dichiarazione.
Farmaci e parafarmaci: facciamo chiarezza sulle detrazioni 730

Farmaci e parafarmaci: facciamo chiarezza sulle detrazioni 730

26 Giugno 2018

Come ogni anno è tempo di dichiarazione dei redditi e di tasse, ma la domanda che molti si fanno è sempre la stessa: quali spese sono detraibili?

Se si parla di acquisti farmaceutici, poi, il dubbio è maggiore. Vediamo insieme come comportarci e cosa aspettarci in fase di compilazione del 730.

Detrazioni 730: attenti allo scontrino

La detraibilità di farmaci e parafarmaci è un’agevolazione a favore dei contribuenti che possono scaricare dalla propria dichiarazione tutte le spese sostenute per l'acquisto di medicinali, per proprio o per conto di un familiare a carico.

La detrazione applicata è pari al 19% del costo sostenuto, tenendo conto della franchigia pari a 129,11 euro. Perché avvenga, è necessario dimostrare l'acquisto attraverso lo scontrino fiscale parlante e assicurarsi che su questo compaiano cosa si è comprato, la quantità, il codice alfanumerico, il prezzo del farmaco e il codice fiscale del contribuente.

Sullo scontrino deve essere indicata la parola “farmaco” o “medicinale”, anche con le seguenti sigle:

  • OTC (medicinale da banco);
  • SOP (senza obbligo di prescrizione);
  • omeopatico;
  • abbreviazioni come MED e F.CO;
  • TK (ticket) o FC (farmaco anche omeopatico).

Ma quali prodotti sono detraibili?

Vediamo ora le categorie di prodotti soggette a detrazione:

  • Farmaci o medicinali;
  • prodotti omeopatici;
  • farmaci galenici: preparazioni eseguite dalle farmacie nel proprio laboratorio, dietro prescrizione medica;
  • formule officinali: farmaci galenici preparati seguendo le indicazioni della Farmacopea europea o nazionale, in vigore negli Stati membri UE. Detraibili solo dietro prescrizione medica;
  • prodotti fitoterapici: detraibili solo quando sono medicinali.

Per avere una conferma in più sulla detraibilità dei medicinali, potete chiedere al vostro farmacista di farvi vedere la dicitura sullo scontrino e di indicarvi la categoria di appartenenza del prodotto acquistato.

Macchie bianche sulle unghie: non è carenza di calcio

Macchie bianche sulle unghie: non è carenza di calcio

19 Giugno 2018

Sia da piccoli che in età adulta, vi sarà capitato di avere delle piccole macchie bianche sulle unghie. La carenza di calcio, come spesso si pensa, non è la causa di questo problema e bere più latte non è la soluzione. Questi segni, infatti, non derivano dalla mancanza di questo minerale fondamentale per ossa e muscoli, ma hanno un'origine ben diversa.

Questo disturbo, infatti, si chiama leuconichia, ed è un'alterazione della parte superficiale dell'unghia, caratterizzata dalla comparsa di macchioline o strisce irregolari di colore biancastro.

Si suddivide in quattro tipologie:

· Puntata: piccoli segni distribuiti su tutta la superficie dell'unghia. Compaiono soprattutto nell'infanzia.

· Striata: righe parallele e trasversali. Più comuni nelle donne per via di manicure troppo aggressive o, nei casi più gravi, in conseguenza agli agenti della chemioterapia.

· Parziale: colpisce solo una parte dell'unghia e può essere dovuta a molteplici fattori.

· Totale: decolorazione di tutta la parte interessata. Non è un caso frequente e si sviluppa fin dalla nascita o per ereditarietà.

Macchie bianche, quali sono le cause?

La leuconichia, come accennato, può avere diverse cause che vanno da problemi di salute come la psoriasi, ulcera peptica, colite ulcerosa e nefrite, alla carenza di minerali quali zinco, ferro e vitamine B6 e A.

Tuttavia, i casi più diffusi sono strettamente correlati a scontri o piccoli traumi, come accade ad esempio nei bambini in seguito ad una caduta.

E non è tutto: anche una manicure troppo aggressiva può lesionare la radice dell'unghia impedendone la giusta maturazione, provocando le antiestetiche macchie bianche.

Anche le buone abitudini durante il giorno possono preservare le vostre dita: attenzione, quindi, a non tagliarsi le unghie troppo corte, a non usare la tastiera con troppa "violenza" o a non picchiettare le dita sul tavolo.

Nei casi meno gravi, queste macchie scompaiono da sole nel giro di un paio di mesi.

Se invece sono dovute a malattie o carenza di vitamine e sali, è sempre bene consultare il proprio medico e farmacista di fiducia per individuare la cura migliore per risolvere il problema all'origine.

L´importanza degli integratori salini durante la dieta

L´importanza degli integratori salini durante la dieta

22 Maggio 2018

L'estate è alle porte e con lei arrivano i buoni propositi dell'ultimo minuto per rimettersi in forma.

Dieta, sport, alimentazione controllata, litri di acqua consumati. Via gli eccessi e tutti pronti a perdere peso.

Durante la nostra "maratona fisica" però, capita di sentirsi spossati, di malumore e senza energie. Fate attenzione, non è solo l'effetto psicologico dell'essersi imposti delle restrizioni.

L'aumento della sudorazione, l'eliminazione di alcuni alimenti e l'incremento dell'attività fisica in modo non oculato, possono ridurre la presenza nel nostro corpo di sostanze indispensabili per la salute: i sali minerali.

Quando l'acqua non basta

Reintegrarli con i liquidi non è sufficiente. I sali, infatti, sono naturalmente presenti in frutta e verdura ma anche nei cereali e nella carne. La loro mancanza, così come il loro eccesso, sono la causa responsabile di vari problemi come stanchezza, crampi o tendenza al nervosismo.

Per questo è fondamentale mantenerli a livelli stabili.

Sodio e cloro, per esempio, servono a regolare l'equilibrio idro-salino e quello acido-base, mentre minerali come il magnesio e il potassio, oltre a contribuire alla produzione di energia, sono necessari al corretto funzionamento del cuore e del sistema nervoso.

Arrivano i rinforzi!

Quando, per varie ragioni, non riusciamo ad avere una corretta introduzione di sali nel corpo, è bene assimilarli attraverso prodotti specifici. Per questo gli integratori salini diventano indispensabili per la nostra salute. Il loro scopo è quello di ripristinare le sostanze perse dall'organismo, riequilibrandone la quantità in breve tempo. Osmosi cellulare, andamento della pressione e benessere generale ne gioveranno, garantendovi uno stato fisico ottimale.

Gli integratori salini si possono trovare in farmacia dove, il personale specializzato, vi potrà consigliare quali assumere e che tipo di dieta seguire per una salute a prova d'estate!

Congiuntivite allergica: come scegliere il collirio

Congiuntivite allergica: come scegliere il collirio

15 Maggio 2018

Gli occhi sono una parte molto delicata del nostro corpo e, spesso, sono soggetti a irritazioni o infiammazioni di varia natura.

La congiuntivite allergica, per esempio, è l'infiammazione della membrana che ricopre la parte bianca dell'occhio e quella interna delle palpebre. Prurito, gonfiore, arrossamento e lacrimazione, sono solo alcuni dei sintomi che si manifestano in conseguenza all'esposizione ad allergeni, come il polline, la polvere, il pelo degli animali o alcune sostanze contenute nelle lenti a contatto.

Come curarsi?

Per prima cosa è bene evitare o ridurre l'esposizione al fattore responsabile. In secondo luogo è importante utilizzare un buon collirio che ne elimini i sintomi. Facilmente reperibili in farmacia, sempre su consiglio medico, li trovate nei classici formati o nelle più comode e sicure fiale monodose.

I colliri sono di vario genere a seconda dell'utilizzo. Vediamoli insieme

· Colliri antiallergici

Sono preparati con principi attivi antistaminici che, bloccando l'azione dell'istamina, prevengono e alleviano i sintomi causati dalla reazione allergica.

· Colliri corticosteroidei

Contengono cortisone e svolgono una potente azione antinfiammatoria. Pur non agendo sulla causa scatenante, alleviano il gonfiore e l'arrossamento oculare in brevissimo tempo. Attenzione però: il loro utilizzo, se prolungato, può causare danni anche permanenti.

· Colliri decongestionanti e vasocostrittori

Provocano il restringimento dei vasi sanguini della congiuntiva riducendo, in breve tempo, sintomi come la lacrimazione, l'arrossamento e il gonfiore delle palpebre.

La cosa importante nell'utilizzo dei colliri è quella di chiedere sempre consiglio al medico e al farmacista sia in merito a quale tipologia di prodotto assumere che relativamente alla modalità d'uso. Il tutto per evitare effetti indesiderati.

Allergia: l´antistaminico è naturale

Allergia: l´antistaminico è naturale

08 Maggio 2018

Chi soffre di allergia lo sa bene. Starnuti, riniti, pruriti e occhi arrossati sono solo alcuni dei problemi legati alla presenza di pollini nel periodo primaverile.

Ma se da un lato la natura può crearci dei fastidi, dall'altro ci dà anche validi rimedi per alleviarli. Sotto forma di decotti o integratori, i prodotti per combattere i sintomi allergici sono molti e presenti in ogni farmacia.

La natura è dalla nostra parte!

La perilla è una pianta erbacea capace di riequilibrare la risposta immunitaria del nostro organismo durante la reazione allergica. Perfetta in caso di riniti, dermatiti e congiuntiviti.

Il ribes nigrum è tra i migliori antistaminici naturali soprattutto in caso di allergia alle graminacee. Viene preso a partire dal mese di gennaio poiché è in grado di attivare le difese immunitarie attuando, di fatto, un'azione preventiva.

Presente in molta frutta e verdura, la vitamina C aiuta a rafforzare il sistema immunitario riducendo il rilascio di istamina nel corpo.

L'ortica e il basilico, erbe spontanee comunemente utilizzate in cucina, possono essere assunte sotto forma di decotti o infusi. Ottime per alleviare il prurito e le eruzioni cutanee tipiche di alcune reazioni allergiche.

Presi più volte al giorno come bevande, camomilla e tè rooibois, riducono gli effetti dei sintomi allergici. Inoltre la camomilla, applicata direttamente sugli occhi, è in grado di alleviare le reazioni come pruriti e bruciori.

Lo zenzero, infine, assunto tramite infuso o grattugiato fresco nei cibi, grazie alle sue proprietà antiflogistiche e antistaminiche, è l'ideale in caso di rinite.
Glicemia? Addio aghi. Ora si misura con un cerotto da polso

Glicemia? Addio aghi. Ora si misura con un cerotto da polso

01 Maggio 2018

Chi soffre di diabete sa quanto è problematico misurare il tasso glicemico prelevandosi autonomamente, con un piccolo ago, una goccia di sangue. Ora però dall’Inghilterra, più precisamente dall’University of Bath, sta per arrivare un cerotto da polso destinato a rivoluzionare i metodi attuali di misurazione della glicemia. Scopriamo di più.

La glicemia nei soggetti diabetici

Le persone diabetiche hanno la necessità di misurare costantemente il tasso di glicemia presente nel corpo. Il loro organismo, infatti, non riesce autonomamente a modulare la quantità di zucchero nel sangue e per questa ragione è fondamentale utilizzare farmaci specifici che mantengano la concentrazione di glucosio nel sangue all’interno di un determinato range. Attualmente, per effettuare questa misurazione è necessario eseguire un test ad aghi che, seppur di rapido effetto, per molte persone risulta essere particolarmente fastidioso, vista l’invasività e la ripetitività del test durante l’intera giornata.

Come funziona l’innovativo cerotto glicemico

Il cerotto ideato oltremanica è un misuratore glicemico che si applica comodamente al polso del paziente e che, nel giro di 15 minuti, è in grado di determinare la concentrazione di zuccheri nel sangue. Come? Sfruttando lo zucchero presente nei fluidi sottocutanei: i microsensori presenti sulla superficie del cerotto, attraverso piccole scariche di corrente, richiamano questi fluidi. Così facendo è possibile stabilire il tasso glicemico del soggetto, senza più buchi e aghi.

Nonostante il cerotto da polso per misurare la glicemia sia ancora in fase di test, i ricercatori auspicano di lanciarlo sul mercato in tempi brevi, integrandolo anche con tecnologie digitali come un app per smartphone, per tenere traccia rapidamente e in modo automatico dell’andamento glicemico giornaliero.
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