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Cosa significano quelle piccole macchie bianche sulle unghie?

Cosa significano quelle piccole macchie bianche sulle unghie?

12 Agosto 2017

Almeno una volta nella vita sarà capitato a tutti di vedere sull’unghia una piccola macchiolina bianca o delle leggere striature sulle dita della mano o del piede.

Si tratta di un disturbo piuttosto comune, chiamato leuconichia.

Nei bambini si parla piuttosto di leuconichia vera: generalmente si presenta quando le cellule della lamina non sono maturate completamente, oppure nel caso di microtraumi. In entrambi i casi, le macchioline bianche scompaiono dopo poco, man mano che l’unghia cresce.

Negli adulti, la leuconichia può avere diverse cause: si potrebbe trattare di carenza di calcio, di zinco o vitamina B6, oppure semplicemente di una cheratinizzazione disordinata dell’unghia.

Ma questa alterazione cromatica può anche rappresentare un campanello d’allarme dovuto alla presenza di problemi epatici, come la cirrosi, o di una certa predisposizione all’anemia.

Anche l’uso di smalti particolarmente aggressivi può dare origine alle macchioline bianche, così come una manicure troppo energica nel sospingere indietro le cuticole, che può causare dei microtraumi all’unghia.

Quando le macchie sono diffuse, o se le unghie perdono il loro aspetto sano e forte, con macchie giallastre, verdi o nere, si può trattare di onicomicosi: in questo caso occorrerà intervenire con degli antifungini topici.

Che cosa bisogna fare se un bambino ingoia un farmaco?

Che cosa bisogna fare se un bambino ingoia un farmaco?

11 Agosto 2017

I bambini, quando sono piccoli sono molto curiosi, non si fermano un attimo, non sono mai stanchi e le loro mani sembra arrivino dappertutto. La loro curiosità, li spinge a toccare di tutto, nulla li spaventa e per questo, può capitare che possano ingerire, in modo accidentale un farmaco.

In molti sono convinti, che in presenza di questa situazione sia giusto far bere al bambino il latte o altri tipi di bevande. Prestate attenzione, perché quest'azione è totalmente sbagliata. Mai somministrare alla piccola creatura il latte o altri tipi di bevande, perché potrebbe aumentare gli effetti dannosi del farmaco o di qualunque altra sostanza tossica ingerita, favorendo l'assorbimento del "veleno" da parte dell'intestino.

Come comportarsi in questa spiacevole situazione? La cosa più giusta da fare è contattare telefonicamente il Centro Antiveleni più vicino, spiegare esattamente che cosa il bambino abbia ingerito, specificando in quale formato fosse il medicinale (capsule, compresse, sciroppo o altri tipi di sostanze), la quantità e quanto tempo sia trascorso dall'incidente. I medici del Centro Antiveleni, vi indicheranno come comportarvi.

Se avete bambini piccoli e avete bisogno di chiarimenti e consigli, non esitate a visitare la nostra struttura farmaceutica, troverete un personale pronto a rispondere alle vostre domande.

Pre-ipertensione, pressione sotto controllo con lo yoga

Pre-ipertensione, pressione sotto controllo con lo yoga

10 Agosto 2017

Basta un’ora di yoga al giorno per aiutare chi soffre di pressione sanguigna leggermente alta a mantenere i valori sotto controllo. E’ quanto emerge da uno studio indiano sulla pre-ipertensione presentato al 68° Congresso annuale della Cardiological Society of India.

Per pre-ipertensione si intende una condizione che si verifica quando la pressione sistolica (detta massima) si attesta fra i 120-139 millimetri di mercurio (mmHg), e quella diastolica (detta minima) fra gli 80-89 mmHg.

Chi si trova in questa condizione ha molte probabilità di sviluppare l’ipertensione vera e propria, se non modifica le proprie abitudini alimentari e lo stile di vita.

Lo studio, condotto dal cardiologo Ashutosh Angrish insieme ai colleghi del Sir Gangaram Hospital di Delhi, ha coinvolto 60 volontari con pre-ipertensione. Divisi in due gruppi, ai partecipanti sono state imposte alcune modifiche nelle abitudini quotidiane: dieta sana, moderata attività fisica, e stop al fumo. Ad un gruppo è stato però richiesto di aggiungere anche un’ora di hatha yoga al giorno.

Dopo tre mesi, nei partecipanti che avevano praticato gli esercizi di stretching, meditazione e respirazione proposti dall’insegnante di yoga, si è riscontrato un abbassamento della pressione minima di circa 4,5 mmHg, mentre l’altro gruppo non ha ottenuto alcun miglioramento.

Si tratta di un risultato importante, se si considera che per ogni 2 mmHg di riduzione nella pressione diastolica, il rischio di coronaropatia si riduce del 6%, mentre il rischio di ictus si riduce del 15%.

Emicrania con aura, una particolare forma di cefalea

Emicrania con aura, una particolare forma di cefalea

09 Agosto 2017

L'emicrania con aura è una particolare forma di cefalea e, oltre al dolore intenso, si riscontrano anche fastidiosi sintomi visivi. Le cause, che provocano questo tipo di emicrania, ancora non sono ben definite, ma sembrerebbe esserci un forte legame con la genetica, lo stress e gli intensi sforzi fisici.

L'emicrania con aura provoca disturbi visivi simili ad allucinazioni, come lampi di luce, immagini brillanti, ombre e offuscamenti, mentre a contatto con la realtà, le immagini possono apparire distorte e spesso, si avverte una forte difficoltà nel mettere a fuoco quello che si ha davanti. Inoltre, tutti questi disturbi elencati possono essere accompagnati, dalla sensazione di essere punti da un ago, un formicolio che interesse la bocca, la lingua e le dita e problemi nel parlare correttamente. Il dolore, nella maggior parte dei casi è intenso e insopportabile e può dare origine anche ad attacchi di vertigini.

Il consiglio, in caso si presenti questa patologia è di non abusare con gli analgesici, ma bensì, rivolgersi ai nostri farmacisti, per un aiuto maggiore o parlarne con il proprio medico di fiducia, che se lo riterrà opportuno, vi indirizzerà da un neurologo, in modo da avere un quadro della situazione più completo e chiaro.

Malattie renali, a rischio il 10% degli italiani: ecco cosa bisogna sapere

Malattie renali, a rischio il 10% degli italiani: ecco cosa bisogna sapere

08 Agosto 2017

Un italiano su dieci rischia di sviluppare una malattia renale cronica, ma ben il 60% degli italiani ignora le cause, i sintomi e i fattori di rischio delle patologie dei reni.

A rivelarlo, in occasione della giornata mondiale del rene 2017, è il dottor Roberto Palumbo, direttore della UOC Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale S. Eugenio di Roma.

“Molte patologie renali sono completamente curabili”, ha spiegato Palumbo all’ANSA, “altre possono essere stabilizzate, sia pure con gradi diversi di compromissione funzionale, altre ancora evolvono verso l'insufficienza renale terminale con la conseguente perdita quasi totale della funzione degli organi”.

I sintomi da non sottovalutare per riuscire ad effettuare una diagnosi precoce sono: gonfiore del volto o degli arti inferiori, ingiustificato aumento o riduzione della diuresi (quindi della produzione di urina), bruciore o difficoltà a urinare, talvolta associati a febbre, presenza di sangue nelle urine.

Tra i fattori di rischio per le malattie croniche renali si annoverano ipercolesterolemia, diabete e malattie cardiovascolari, ma anche un’alimentazione scorretta, diete non equilibrate, abuso dei farmaci.

Anche sovrappeso e obesità sono fattori di rischio importantissimi: il legame fra i disturbi ai reni e l’obesità è testimoniato anche dai dati epidemiologici sull’incidenza e la prevalenza dell’obesità fra i pazienti che iniziano la dialisi, ben superiori a quelli relativi alla popolazione generale.

Altri comportamenti che possono causare problemi ai reni sono il mancato controllo della pressione arteriosa e la mancata assunzione dei farmaci renoprotettori prescritti.

Come prevenire la miopia? Bambini all’aperto i più protetti

Come prevenire la miopia? Bambini all’aperto i più protetti

07 Agosto 2017

Passare del tempo all’aria aperta aiuta a proteggere l’occhio dall’insorgenza della miopia, un disturbo che colpisce quasi il 25% della popolazione.

La luce naturale impedisce che l’occhio cresca troppo rapidamente, come accade invece a chi passa tutto il giorno al chiuso:è questa la conclusione a cui è giunto uno studio presentato all’Australian Visio Convention di Queensland.

Questa ricerca, diretta dal professor Scott Read della Queensland University of Technology, ha stabilito che per evitare la carenza di esposizione alla luce naturale e prevenire la miopia o la progressione di questo disturbo, bastano due ore trascorse all’aria aperta.

Le conclusioni di questo studio, dunque, sembrano scagionare l’uso di computer, tablet e tv, spesso accusati di essere la causa scatenante di questo difetto visivo. Effettivamente, questo genere di attività viene svolto prevalentemente al chiuso, ma la colpa - scopriamo oggi - non è della distanza più o meno ravvicinata con cui si guarda lo schermo, quanto della luce artificiale che costringe l’occhio a svilupparsi più velocemente rispetto a quella esterna.

Un altro studio ha recentemente stimato che nel 2050 quasi la metà della popolazione mondiale sarà costituita da miopi (il 49,8%), e che su 4,8 miliardi di persone, ben 938 milioni svilupperanno la miopia in forma grave.

Fai un uso esagerato dello smartphone? Ecco cosa può succederti

Fai un uso esagerato dello smartphone? Ecco cosa può succederti

06 Agosto 2017

Forse non tutti sanno che esistono veri e propri disturbi patologici indotti dall’abuso dei dispositivi tecnologici portatili.

Ogni giorno milioni di persone passano ore intere chine sugli schermi di smartphone, tablet e altri dispositivi palmari: tra WhatsApp, Facebook e Twitter ogni momento è buono per lanciare uno sguardo al telefono.

Distratti dalle innumerevoli attività che la tecnologia mobile permette, non prestiamo alcuna attenzione alla postura: anche in questo momento, mentre stai leggendo, le tue spalle saranno ingobbite, con il collo inclinato, in ogni caso la tua schiena non è in una posizione naturale.

Con ogni probabilità, soffri di mal di testa, dolori al collo o hai le spalle contratte.

Già nel 2008, il dottor Dean L. Fishman, noto chiropratico americano, parlava di una vera e propria sindrome derivante dall’abuso di dispositivi tecnologici, soprattutto palmari: la sindrome Text Neck.

“Text Neck è una sindrome da uso eccessivo o una lesione da stress ripetitivo”, spiega lo stesso Fishman, “nella quale si ha la testa pendente in avanti e verso il basso a guardare il dispositivo mobile per lunghi periodi di tempo”.

In questa posizione innaturale, il collo è costretto a sorreggere a lungo il peso del cranio che grava sul tratto cervicale superiore sovraccaricando le fibre muscolari e portando la colonna vertebrale fuori allineamento.

Secondo Fishman, sono addebitabili alla sindrome da Text Neck i seguenti sintomi: mal di testa cronico, rigidità cervicale, dolore a collo, spalle, schiena, braccia, mani, polsi e gomiti.

A conferma di quanto sostenuto dal chiropratico americano, che ha fondato in Florida un istituto di ricerca per lo studio e il trattamento delle lesioni tecnologiche, arrivano le parole del dottor Raju Vaishya, presidente dell’Arthritis Care Foundation di Nuova Delhi, un’istituzione non governativa indiana che si occupa di salute e nutrizione.

Il dottor Vaishya ha denunciato infatti l’aumento spropositato di pazienti che lamentano dolori a carico delle dita delle mani, causati appunto dall’abuso di dispositivi tecnologici come lo smartphone.

Anche senza voler necessariamente accreditare la sindrome da Text Neck, bisogna riconoscere che esiste a livello globale una sorta di “epidemia” di disturbi da sforzo ripetitivo, con conseguente infiammazione delle parti soggette all’abuso, come il collo, le braccia e le dita.

Cos’è la “Dieta mima digiuno” del  dr. Longo e perché fa bene alla salute

Cos’è la “Dieta mima digiuno” del dr. Longo e perché fa bene alla salute

05 Agosto 2017

E’ stata chiamata “Dieta mima digiuno” (DMD), ma alcuni la conoscono impropriamente come “dieta del digiuno”: si tratta di un regime alimentare particolare, studiato non tanto per dimagrire, quanto per prevenire l’invecchiamento cellulare e in minima parte anche lo sviluppo di malattie cardiovascolari, obesità, diabete e tumori.

La Dieta mima digiuno consiste nel dimezzare l’apporto calorico quotidiano per soli cinque giorni ogni tre-sei mesi, mediante una specifica composizione di proteine, carboidrati, grassi e micronutrienti appositamente studiata.

Questo particolare regime dietetico è stato messo a punto da un team internazionale di scienziati coordinato dall’italiano Valter D. Longo, direttore dell’Istituto di longevità della University of Southern California di Los Angeles e direttore del programma di ricerca “Oncologia & longevità” presso l’Istituto Firc di Oncologia molecolare (Ifom) a Milano.

Dopo aver verificato gli effetti benefici del digiuno sull’organismo umano, i ricercatori hanno ideato una dieta che ottiene gli stessi risultati ma senza doversi sottoporre ad una drastica e prolungata astensione dal cibo.

Il digiuno totale, infatti, comporta numerosi rischi per la salute e andrebbe effettuato esclusivamente in cliniche specializzate, sotto attenta supervisione medica.

I cinque giorni di restrizione calorica prevista dalla Dieta mima digiuno ottengono gli stessi benefici sia in termini di riduzione del peso corporeo, sia di prevenzione mediante la rigenerazione cellulare, ma senza gravi effetti collaterali.

Va precisato, tuttavia, che anche la Dieta mima digiuno va effettuata sotto il controllo medico, sebbene si possa seguire tranquillamente da casa. E’ assolutamente sconsigliata l’applicazione “fai da te” di questo regime alimentare, anche perché spetta al medico stabilire la frequenza deigiorni di restrizione calorica in base alla circonferenza addominale e allo stato di salute del paziente.

Tanti tatuaggi fanno bene al sistema immunitario

Tanti tatuaggi fanno bene al sistema immunitario

04 Agosto 2017

Quando ci si tatua per la prima volta, il corpo viene sottoposto ad uno stress: il tattoo viene percepito come un danno ai tessuti molli e le difese immunitarie si abbassano temporaneamente.

Farsi invece più di un tatuaggio rafforza il sistema immunitario. E’ questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori della University of Alabama, che hanno analizzato i campioni di saliva di 29 soggetti, prima e dopo essersi fatti tatuare.

Le persone con molti tatuaggi risultavano avere livelli più alti di immunoglobulina A, un anticorpo coinvolto nella risposta immunitaria del corpo umano.

Tatuarsi da capo a piedi, quindi, comporterebbe un beneficio per il proprio sistema immunitario, che sarebbe più preparato ad affrontare i fattori di stress legati ai danni dei tessuti connettivi.

Lo studio è stato pubblicato sull’American Journal of Human Biology. Uno degli autori è l’antropologo Christopher Lynn, il quale spiega: "Tatuarsi può stimolare il sistema immunitario in un modo molto simile alla vaccinazione e far sì che il corpo diventi meno suscettibile a future infiltrazioni patogene".

La ricerca è stata compiuta su un campione troppo ristretto per essere considerata significativa, ma offre un ottimo spunto di riflessione sul senso antropologico del tatuaggio, non più inteso solo come una tendenza neotribale o dettata dalla moda, ma anche come un potenziale beneficio per il nostro organismo.

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